La vita dietro le mura del monastero

La comunità monastica di Müstair conduce la propria vita secondo la regola di San Benedetto da Norcia (480-556). Le suore intercalano momenti di preghiera, di lettura, di riflessione silenziosa e di lavoro. Lo spirito benedettino del monastero di San Giovanni di Müstair è presente sin dalla sua fondazione nel VIII secolo. La regola di San Benedetto crea le basi per una comunità religiosa in cui fratelli e sorelle s’incontrano nel rispetto reciproco e nell’umiltà, si ispirano e si sostengono a vicenda curando insieme il benessere della comunità. Coloro che scelgono di seguire questa regola per la vita seguono il Redentore e figlio di Dio, Gesù Cristo.

Delle giornate ben strutturate

Tra la veglia alle 5.30 del mattino e la preghiera serale delle 19.30 ci sono 14 ore con attività ben strutturare che scandiscono le giornate: preghiere, salmi e inni in lode di Dio, lavoro, meditazione, lettura, nutrimento e riflessione silenziosa. Giorno per giorno, anno per anno, da decenni e secoli. Le giornate delle benedettine di Müstair sono oggigiorno le stesse di 1500 anni fa. La preghiera riveste un ruolo fondamentale e aiuta a scandire in modo strutturato il quotidiano.

Ma chi crede che il tempo si sia fermato e che la vita moderna non sia entrata dietro le mura del monastero, si sbaglia. Computer ed e-mail hanno oltrepassato le antiche mura del monastero: appuntamenti, incontri, dibattiti e attività mondane sono parte della vita quotidiana delle suore tanto quanto le loro ore di preghiera.

A prima vista, lo stretto contatto del monastero con le istituzioni non religiose sembra minacciare il pacifico ritmo quotidiano delle suore. Ma la spiritualità di San Benedetto non è un semplice esercizio, al contrario, è strettamente legata alla vita monastica, e riesce quindi a trovare il suo spazio anche nell’odierna società multimediale e nel nostro mondo globale e in rapido cambiamento.



Una vita consacrata a Dio

Se si chiede alle suore di Müstair di spiegare le motivazioni della loro entrata in convento, ci raccontano delle storie molto diverse l’una dall’altra. Il desiderio che le accumuna è quello di sentirsi più vicine a Dio. L’entrata in convento è paragonabile ad un apprendimento e una costante crescita. San Benedetto definiva il monastero una “scuola del silenzio del Signore” (RB, Prologo, 45).

Sempre nel prologo, San Benedetto scrive che la via all’inizio è stretta e ripida: „Mentre invece, man mano che si avanza nella vita monastica e nella fede, si corre per la via dei precetti divini col cuore dilatato dall’indicibile sovranità dell’amore”. (RB, Prologo, 49).

Sono nove le suore che vivono nel convento di San Giovanni di Müstair secondo la regola di San Benedetto. Da gennaio 2013 Sr. Domenica Dethomas è alla guida della comunità. Il suo carattere aperto e il suo senso dell’umorismo ci mostrano che “essere suora” non si riassume unicamente al rigore e alla severietà.